lunedì 26 marzo 2007

Tagiura - Milano











Via Tagiura, 5
Milano
Tel. 02 48950613

  • Provato il 23-3-2007
    Conto (in 4) € 85,00
  • Tipologia del Locale: Trattoria Tipica
  • Descrizione
    Situata in zona semicentrale in Milano e recentemente ristrutturata, la Trattoria Tagiura ha probabilmente guadagnato in bellezza degli ambienti perdendo un poco in tipicità.
    Il locale è suddiviso in più sale: quella in cui abbiamo cenato ci è parsa un po' carica nelle decorazioni, con un affresco a tutta parete in stile "Reggia di Versailles", e non del tutto razionale nella disposizione dei tavoli, tutti ben distanziati tranne il nostro, che era a contatto "di gomito" con quello a fianco, pur essendoci spazio abbondante tutto attorno.
    Bello il pavimento, in cotto scuro, e gradevole, in generale, l'atmosfera complessiva.
    Discutibile l'apparecchiatura, con bicchieri (a coppa, in vetro serigrafato bianco) piccoli e poco adatti a qualsiasi vino: ad un altro tavolo in sala sono stati sostituiti con calici più appropriati, anche se non ci è parso di vedervi una bottiglia più pregiata della nostra.
    Il servizio ha avuto un inizio un po' lento, poi si è ripreso.
    Inspiegabile anche l'accoglienza: chi ci doveva accompagnare al tavolo si è fatto attendere a lungo, mentre la signora che ci ha ricevuti ha continuato ad affettare salumi dietro al bancone senza preoccuparsi più di tanto della nostra impazienza.
    Il menu è fisso fino ai primi; poi è possibile scegliere fra 2 secondi ed alcuni dessert; nella carta dei vini, non molto ampia, ci ha molto incuriosito la presenza di un Cabernet di Puiatti in caraffa (ignoravamo che i produttori di rango fornissero sfusi), ma abbiamo comunque preferito indirizzare la nostra scelta su una etichetta, considerato anche il prezzo di poco più elevato.
  • Il nostro pasto
    Antipasti:
    culaccia di culatello, coppa, lardo di Arnad, accompagnati da un ottimo gnocco fritto. Poi flan di porri con purea di patate con i pistilli di zafferano, minestra di fagioli di Pigna e broccoletti, con un filo di olio extravergine grand cru di Canino (VT).
    Primi: 2 primi in sequenza: tortelli di magro con farcia di ricotta e spinaci (eccellente pasta fatta in casa) conditi con burro fuso e salvia, ma serviti già spolverati di un Parmigiano tendente al secco; poi tagliolini di Casa Fiorio, di pasta fresca verde con pomodoro passato al forno e ricottina fresca profumata alla menta.
    Secondi: filetto di maialino scottato al burro (non molto spesso) con castagnaccio salato e patate al forno. Capra marinata con l'arancia accompagnata da carciofi e patate al forno (le stesse del maialino): eccellente, forse la cosa migliore della serata.
    Dessert: torta di pere e cioccolato; torta di mele. Entrambe ottime, molto casalinghe.
    Vini: Venezia Giulia Merlot Cabernet 2005 Puiattino Puiatti Bronze, un discreto rosso da tutto pasto.
  • Commenti: Una cena con alti e bassi; ne siamo usciti soddisfatti, ma non entusiasti. Il rapporto qualità prezzo è buono per una metropoli come Milano.
    Tagiura ha un sito internet:www.tagiura.it
  • Il nostro giudizio (espresso in ventesimi): 13 (tredici)

lunedì 5 marzo 2007

Osteria dell'Acquabella - Milano










Via San Rocco, 11
Milano
Tel. 02 58309653

  • Provato il 3-3-2007
    Conto (in 4) € 80,00
  • Tipologia del Locale: Trattoria Tipica
  • Descrizione
    l'Osteria dell'Acquabella è situata in una zona piuttosto centrale di Milano, a Porta Romana, a pochi passi dal Parco Ravizza.
    Si tratta di un locale storico, originariamente sito nelle vicinanze della roggia Acquabella da cui trae il nome. Nel locale attuale c'è una splendida riproduzione su tela di una fotografia in bianco e nero di quell'epoca.
    L'arredamento è caldo e accogliente, con pavimenti in cotto, pareti in parte con mattoni a vista e in parte spatolate in tinte pastello, l'illuminazione affidata a caratteristiche lampade che pendono dal soffitto e tavoli in legno massiccio da osteria apparecchiati semplicemente con tovaglie gialle posizionate di sbieco, a lasciare scoperta una parte.
    La cura del particolare si nota dai bicchieri "giusti" e dal decanter per ossigenare i vini, nel caso ce ne sia bisogno. In un angolo del bancone all'ingresso fa bella mostra di sè una magnifica affettatrice Berkel nel suo inconfondibile abito di colore rosso.
    Il servizio è affabile e informale (bella però la tenuta tutta nera con grembiule del Patron), e i cibi appartengono alla più genuina tradizione meneghina, con un trionfo di nervetti in insalata, bresaola con la "raspadura", risotti alla milanese e al salto, "caseoula", polpette e cotolette di perfetta realizzazione.
  • Il nostro pasto
    Antipasti:
    bresaola con la "raspadura", specialità del lodigiano, ricavata dal tipico formaggio grana della zona (detto "granone"), giovane (di 3-4 mesi) e ridotto a scaglie, che si sciolgono letteralmente in bocca. Una vera bontà, semplice e freschissima.
    Primi: risotto alla milanese, con lo zafferano, perfetto per cottura, condimento e mantecatura... e risotto al salto, presentato come un tortino, croccante, burroso... in una parola, squisito!
    Secondi: cotoletta alla milanese, spessa e con l'osso: difficile se non impossibile trovare una versione altrettanto perfetta e corretta nell'esecuzione, di una pietanza che, nel diffondersi un po' ovunque, aveva finito per perdere la sua vera identità.
    Qui si degusta ancora quella vera, fritta con sapienza e con mano leggera, morbida e tenera, accompagnata da 2 foglie di insalata, uno spicchio di limone e contornata da un ottimo purée realizzato con le patate e non con le "polverine".
    Dessert: "brutta e buona" al cioccolato, casalinga, davvero eccellente; torta di pere e cioccolato, con la pasta frolla fatta in casa come quelle della nonna, con quel bordo ben cotto che sembra un biscottino dal caratteristico sapore di burro.
    Due ottimi dessert con cui è stato un piacere chiudere una cena molto soddisfacente, caratterizzata dalla riscoperta di sapori in gran parte legati a ricordi dell'infanzia, sempre più difficili da ritrovare.
    Vini: Oltrepò Pavese Macchiona '95, da uve Barbera e Bonarda, imbottigliato dall'Azienda Agricola La Stoppa, di Eredi Raffaele Pantaleoni, Rivergaro (PC): un rosso importante, invecchiato alla perfezione, morbido e rotondo, che si è accompagnato splendidamente a tutto pasto con le specialità degustate.
  • Commenti: Premesso che raramente riusciamo a trovare locali di città, soprattutto nelle grandi metropoli, che ci soddisfino pienamente, sia per la cucina, sia per l'ambientazione, sia per il rapporto qualità-prezzo, l'Osteria dell'Acquabella ci ha convinti pienamente, tanto che pensiamo di ritornarci ancora per degustare anche le altre specialità della vera tradizione milanese che non abbiamo potuto assaggiare in questa circostanza.
    Il prezzo di circa 30,00 euro a persona per due menù completi, dall'antipasto ai dessert, presentati in porzioni generose, ci è parso estremamente concorrenziale (il vino da noi scelto ha pesato per 17,00 euro sul conto finale). L'Osteria dell'Acquabella ha anche un sito internet, corredato di fotografie, in cui potrete consultare il menu e la lista dei vini e leggere la storia della Casa:www.acquabella.it.
  • Il nostro giudizio (espresso in ventesimi): 15 (quindici)