mercoledì 30 dicembre 2009

La Torre - Brondello





ATTENZIONE!
Troverete i nostri reportage in forma più completa e godibile in
Convivium
(con i capitoli "Profilo dello Chef", "Mappa e percorso", "La carta", "Cucina all'opera", "Informazioni utili" e con una veste grafica più ricca e accattivante).
Vi invitiamo a proseguire li nella vostra lettura.


Via Villa, 35/A
Brondello (CN)
Tel. 0175 76198

Data Reportage: 5-12-09
Tipologia del Locale: Ristorante

Descrizione.

Situato in Valle Bronda, a pochi chilometri da Saluzzo, il ristorante La Torre è ospitato in una costruzione moderna ai margini dell'abitato, dotata di ampie sale con vista sui prati e sulla Torre medioevale del paesino di Brondello.
Il luogo non è certamente di passaggio, ma vi anticipiamo fin d'ora che vale un viaggio apposito, soprattutto se siete amanti dei formaggi.







Fondato nel 1981 dai genitori del patron Ivano Maero come locale di piccole dimensioni in sostituzione della vecchia osteria che stava chiudendo, nel 1987 il ristorante è stato ampliato e dotato di una grande veranda con vetrate sui tre lati, di dehor estivo e di una accogliente saletta intima e raccolta, adatta alle cene a lume di candela





L'ingresso è accogliente, con un bancone del bar e molto legno alle pareti, sulle quali spiccano i numerosi riconoscimenti assegnati ad Ivano Maero, vincitore di Caseus 2006 per il migliore carrello di formaggi d'Italia e terzo classificato al Caseus International Award di Lione nel 2007, in occasione del quale ha ottenuto il titolo di campione del mondo di taglio di Parmigiano Reggiano.
La saletta in cui abbiamo pranzato gode di una ambientazione rustico-elegante, con una bella stufa a legna centrale. L'effetto d'insieme è quello di un'atmosfera rilassata e romantica.









La grande veranda -da cui si gode di una bella vista sulla antistante collina con la Torre fortificata che ha dato il nome al locale- è particolarmente adatta a banchetti e cerimonie.





Il bravo Mikio in cucina si destreggia al meglio sia con i piatti di rigorosa tradizione sia con quelli più creativi.







I tavoli -tutti rotondi nella saletta più piccola- sono ben distanziati ed apparecchiati con cura.





Il servizio è famigliare, svolto personalmente dal patron con il simpatico (e competente) aiuto della giovanissima figlia Roberta.
La cantina è ben assortita, con l'interessante apporto aggiuntivo dei vini dell'Azienda di famiglia.

La carta

Menù del giorno

Girello di vitello marinato alle bacche di ginepro su insalatina con emulsione di aceto di mele
(senza glutine)

Coujette ai formaggi di malga

Arrosto di capocollo di maiale al Pelaverga
(senza glutine)

Budino di zucca con salsa al cioccolato

Espresso d'autore

Il menù è proposto a € 22,00

Antipasti

Petali di trota del Po affumicata al legno di ciliegio
(senza glutine)
€ 7,00

Rolata di agnello Sambucano su carciofi scottati
€ 8,00

Girello di vitello marinato alle bacche di ginepro su insalatina con emulsione di aceto di mele
(senza glutine)
€ 6,00

Sformato di verdure con salsa di acciughe
€ 5,00

Tartelletta di pasta brisé ripiena di crema di Toma di Martiniana, pere sciroppate alla vaniglia e filata di vin cotto
€ 7,00

Degustazione di antipasti
€ 15,00

Funghi porcini saltati alla salvia
€ 7,00

Primi piatti

Tajarin (46 tuorli per kg di farina) con fantasia di verdure
€ 8,00

Tajarin ai funghi porcini
€ 9,00

Agnolotti alla piemontese al burro al Serpol
€ 8,00

Coujette ai formaggi di malga
(piatto tipico valligiano)
€ 6,00

Secondi piatti

Arrosto di capocollo di maiale al Pelaverga
(senza glutine)
€ 8,00

Agnello Sambucano (presidio Slow Food) in umido al Serpol
€ 15,00

Medaglione di vitella subalpina DOC su riduzione di vino rosso e tartufo nero pregiato
(senza glutine)
€ 14,00

Bocconcini di cinghiale al civet
€ 12,00

Medaglione di foie gras con datteri su purea di cipolle stufate al Marsala
€ 18,00

I secondi sono già completi di contorno

Formaggi

Chi è interessato ai formaggi è pregato, nel limite del possibile, di dirlo a inizio pasto per poterli acclimatare e servire al meglio.
Il resto è una sorpresa

Dessert

Pere Martin Sec alla vecchia maniera
(senza glutine)
€ 5,00

Tarte Tatin di mele renette
€ 6,00

Tortino al cioccolato con crema di Moscato
€ 8,00
(20 min di preparazione)

Semifreddo alle spezie d'oriente
(senza glutine)
€ 6,00

Budino di zucca con salsa al cioccolato
€ 8,00

Il nostro pasto





Il cestino con il pane: quello alle noci è fatto in casa. Quello normale e i grissini sono di panetteria.

Aperitivo e appetizer



Colline saluzzesi Pelaverga 2007, imbottigliato all'origine da Emidio Maero, Azienda Agricola in Castellar (CN).
Vino tipico del saluzzese, se ne ha traccia storica fin dal 1511, quando Margherita di Foix del Marchesato di saluzzo ne fece dono a Papa Giulio II, che lo apprezzò talmente da volerlo da allora in poi sempre nella sua mensa.
Di colore rosso tenue, ha sentori fruttati di lampone.







Crostini in due tipi: con le melanzane grigliate e con la pancetta affumicata personalmente dai Maero con i trucioli di legno di melo e con le bacche di ginepro.

Antipasti





Trota allevata alle sorgenti del Po, affumicata anch'essa con lo stesso procedimento descritto per la pancetta: una affumicatura leggera e sapiente, volta a preservare il sapore senza coprirlo.







Vitello tonnato, in versione con la salsa maionese. Veramente eccellente la carne bovina utilizzata, di razza Charolaise francese.





Tartelletta di pasta brisé con crema di toma di Martignana e pere caramellate con stecche di vaniglia del Madagascar, pepe e vin cotto.
Una delizia dagli ingredienti molto ben assortiti.

Primi piatti



Colline Saluzzesi DOC Pergiorgia 2006, imbottigliato all'origine da Emidio Maero, Azienda Agricola in Castellar (CN).
Ottimo assemblaggio da uve Barbera e Pelaverga, fruttato con lievi note speziate, il cui nome di fantasia è dedicato a Giorgia, la nipotina del Patron.





Taiarin con i funghi, 46 tuorli per kg di farina, fatti in casa.





Cujette ai formaggi di Malga, piatto tipico valligiano, sorta di gnocchetti che si usa servire nei giorni di festa.

Secondi piatti





Agnello sambucano al serpol, il timo serpillo. Piatto strepitoso, realizzato a regola d'arte, che da solo vale il viaggio.





Barolo Cerequio 1996, imbottigliato da Michele Chiarlo, Calamandrana (CN).
Ci accompagnerà sui bocconcini di cinghiale e su una parte della degustazione di formaggi.



Bocconcini di cinghiale (di quelli cacciati, non d'allevamento surgelati...) al civet, con la polenta di farina 7 file di mais Pignolet.

Formaggi

Dal magnifico carrello dei formaggi "verticale" -composto da prodotti di nicchia che Ivano cerca nelle malghe e poi stagiona ed affina personalmente in svariati modi- ci è stata servita una degustazione in due tornate separate.



Dapprima il piatto con la "Sola" (formaggetta) di pecora rovaschina frabosana della Valle Pesio, con il Nostrale del Palanfrè della Val Vermenagna, e con la Toma di Martignana stagionata nel fieno.



Ego, vino da tavola bianco passito sulla base di uve Pinot bianco di un antico vitigno, prodotto da uve di vendemmia tardiva botritizzate, imbottigliato all'origine da Emidio Maero, Azienda Agricola in Castellar (CN).
L'accompagnamento perfetto per la seconda tornata dei formaggi...





La seconda parte della degustazione ha inizio con il Plaisentif, l'antico "formaggio delle viole", dal caratteristico logo con una P ed una violetta stilizzata marchiato a fuoco su una delle due facce della forma.
Viene prodotto sin dalla fine del '500 con il latte crudo delle mucche alimentate sui pascoli dell'Alta Val Chisone e Alta Val Susa nel periodo di fioritura delle viole (giugno-luglio).
Ci è stato proposto di due annate diverse, quello del 2009 e quello del 2008: due formaggi completamente differenti, avendo la stagionatura conferito al secondo una ricchezza entusiasmante.
Proseguendo, una formaggetta di capra con le foglie di fico, un erborinato di vacca prodotto da Chiaffredo Agù, e un erborinato di capra affinato nel Gewütztraminer.
Infine, la Toma di Martignana affinata nelle foglie di tabacco e lavata nel Cognac, a cui Ivano ha riservato un abbinamento a bicchiere davvero particolare:



The Glenlivet, single malt Scotch Whisky aged 18 years, diluito con la sua acqua (una vera chicca l'acqua "The Glenlivet" - la stessa usata per produrlo), in modo da lasciare gusto e profumo togliendo l'alcol.
Effettivamente, che cosa mai si potrebbe desiderare di meglio di un whisky pregiato assieme ai sentori del tabacco?

Dessert



Ancora una "coccola" con il Pater, vino da tavola rosso passito, da uve Pelaverga, imbottigliato all'origine da Emidio Maero, Azienda Agricola in Castellar (CN), eccellente vino da dessert caratterizzato da un marcato profumo di fragoline di bosco.





Tortino di nocciola con la crema di moscato e semifreddo al pistacchio con scorzetta di limone.



La pasticceria: meringhette, la gelée di fragola, il tortino di pistacchio e i biscottini di cioccolato



Il caffè finale.

Commenti

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