venerdì 21 gennaio 2011

La Luna nel Pozzo - Neive





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Troverete i nostri reportage in forma più completa e godibile in
Convivium
(con i capitoli "Profilo dello Chef", "Mappa e percorso", "La carta", "Cucina all'opera", "Informazioni utili" e con una veste grafica più ricca e accattivante).
Vi invitiamo a proseguire li nella vostra lettura.


Piazza Italia, 23
Neive (CN)
Tel. 0173 67098

Data Reportage: 21-1-11
Tipologia del Locale: Ristorante
Chef: Vera Lo Nardo

La Luna nel Pozzo è un piccolo ristorante situato nel piccolo borgo di Neive, a pochi chilometri da Alba.



Il locale venne aperto nel gennaio del '90 da Cesare e Vera Lo Nardo, lui ex medico e dirigente di una industria farmaceutica, lei ex biologa ed insegnante, entrambi appassionati della buona cucina e profondi conoscitori dell'enogastronomia grazie ad una assidua frequentazione di grandi tavole in Italia e all'estero, entrambi determinati a coronare il sogno di rimettersi in gioco nel campo della ristorazione.





L'unica sala, calda ed accogliente, con pochi coperti, ben si presta ad una conduzione famigliare e nel contempo altamente professionale, un connubio vincente in tempi di progressiva spersonalizzazione di molte attività.
L'arredamento è giocato sui toni del giallo in abbinamemto a cotto e legno, a creare una atmosfera piacevole e rilassante.





I tavoli sono ben apparecchiati con posaterie Broggi e stoviglie Villeroi & Boch.





I compiti dei due coniugi sono ben divisi: Vera conduce la cucina, in cui esprime la sua carica creativa con mano leggera ed elegante, grande rispetto della materia prima e soave genialità negli accostamenti.
Cesare segue la clientela in sala e si occupa con competenza ed intransigenza della ricerca di prodotti di migliore qualità per la cucina e per la cantina.
La completa carta dei vini comprende praticamente tutti i rossi piemontesi, alcuni bianchi ed una meditata scelta di Champagne e di Spumanti italiani, con una parte finale dedicata ai vini da dessert, ai distillati e ai superalcolici.

Il nostro pasto





Il pane fatto in casa: panini bianchi, pane di farina di grano duro con il sesamo tagliato a fette e lingue di suocera ai 7 cereali con salvia e rosmarino.
Tutti i giorni la cucina prepara quattro tipi di pane diverso, grazie a farine di varie qualità macinate a pietra.

Aperitivo e apribocca



Alta Langa doc Zero Metodo Classico Brut Millesimato 2004, imbottigliato all'origine dall'Azienda Agricola Cantina Maestra di Enrico Serafino, Canale (CN).
Il nome Zero deriva dall'abbreviazione di "dosaggio zero", che indica che questo Metodo Classico è privo di "liqueur d'expedition" in quanto, al termine della fermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale, il dosage è stato effettuato solo mediante aggiunta del vino originale.







Come apribocca, la zuppetta di ceci accompagnata dalla focaccina con le cipolle.

Antipasti





Cesare Lo Nardo decanta per noi il Barbaresco DOCG Rombone 2003, imbottigliato all'origine dall'Azienda Agricola Nada Fiorenzo di Bruno Nada, Treiso (CN).
Intenso e gradevole, floreale e balsamico, caldo e setoso: un grande Barbaresco, molto tipico, adatto a lunghi invecchiamenti, che ci accompagnerà a tutto pasto.







Cotechino in camicia con salsa di pere, rafano e aceto balsamico tradizionale.





Uovo cotto a bassa temperatura con salsa di foie gras e cipolle caramellate su crema di patate.

Primi piatti







Lasagna al nero di seppia con la crema di carciofi e gamberi.





Tortelli di gallina ruspante su crema di cardi con tartufo nero.

Secondi piatti





Quaglie disossate, farcite al foie gras con marmellata di mele cotogne e cipolle rosse di Tropea caramellate.





Classico lombetto di agnello appena scottato su crema di piselli con tortino di verdure fresche.

Dessert





Delizia al limone, ricetta campana, con gelato alla vaniglia.





Tortino caldo di mele con gelato al vin brulé.



La piccola pasticceria per accompagnare il caffè: tartelletta alle noci, classica pasta di meliga, il salame dolce, il cioccolattino alle nocciole, "brutti e buoni" e biscottini fatti con la farina di riso (adatti ai celiaci) .



Il caffè finale.

Informazioni utili e commenti

A chi ci abbia seguito fin qui, crediamo di avere fornito elementi sufficienti per formarsi una propria opinione autonoma.
A chi desideri leggere altre informazioni utili quali la mappa satellitare interattiva con i percorsi, i giorni di chiusura, l'indirizzo del sito web e della posta elettronica, e vedere le nostre consuete foto-ricordo assieme allo chef, al patron e al personale di sala, rivolgiamo l'invito ad una lettura integrale di questo stesso articolo sul nostro sito Convivium, con l'avvertenza che anche li, per procedere oltre il medesimo sbarramento, gli occorrerà registrarsi.
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sabato 8 gennaio 2011

Il Sogno - Finale Ligure





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Via Brunenghi, 151
Finale Ligure (SV)
Tel. 019 695472 - 349 5282014

Data Reportage: 8-1-11
Tipologia del Locale: Ristorante
Chef: Shpetim Xhakosi

Il ristorante Il Sogno -affacciato sulla via che collega Finale Ligure a Finalborgo- ha da poco traslocato qui da Borgio Verezzi, località in cui si era già costruito in precedenza una solida fama.
Il sogno in questione è quello del patron Timi e della moglie Flora, di origini albanesi, giunti in Italia negli anni '90 e qui protagonisti di anni di gavetta e di duro lavoro volti ad emergere ed arrivare a gestire un ristorante in piena autonomia.







Il locale si presenta ristrutturato con gusto e buona cura dei particolari, circondato da un ampio giardino che d'estate ospita un godibilissimo dehor.
L'ingresso con il bancone del bar ed il mobile per la cassa funge da disimpegno alla cucina e alle due sale da pranzo.





Gli arredamenti sono caratterizzati da pavimenti in piastrelle di cotto alternate con motivi lineari a mosaico, pareti in caldo color pastello, candidi soffitti a volte e tavoli apparecchiati con tovagliati in tessuto damascato bianco e marrone.







Nelle foto precedenti, le immagini della luminosa sala in cui abbiamo pranzato; in quelle a seguire, la seconda raccolta saletta impreziosita dalle sedie con lo schienale imbottito.







In un angolo spicca il tavolino con la collezione di distillati.



Con Shpetim Xhakosi (per tutti "Timi") collaborano la moglie Flora -che si occupa del servizio in sala- Erion e Nikolino.





La cucina de Il Sogno è fondata su prodotti selezionati e freschissimi, con una particolare predilezione per il pesce di cattura ed i crostacei, per citare la locandina esposta con bella evidenza all'esterno.
Le ceste con il pescato del giorno meritano uno sguardo approfondito.











Timi -qui ritratto in compagnia del vostro cronista Sandro Giobbio- è giustamente orgoglioso di mostrarci una piccola "chicca" -l'estrazione della pregiatissima bottarga di branzino- nel video a seguire.



La curata "mise en place" prevede posaterie Sambonet e calici Rastal per il vino.







Timi e Flora si sono divisi equamente i compiti: lui in cucina, lei in sala, con un dolce sorriso per tutti.

Il nostro pasto



Il pane è fatto in casa quotidianamente, due volte al giorno: panini neri ai cinque cereali, panini bianchi, focaccia e grissini.

Antipasti





Champagne Brut Rosé Premier Cru Vincent Brochet-Hervieux, prodotto ad Écueil (F).
Ottenuto con l'aggiunta di 10% di Coteaux Champenois rouge elaborato dalla Casa ad uno Champagne tradizionale, ha sentori di frutta candita e note di pane tostato.





Si incomincia con un buon nasello in pastella, con bottarga e pomodorino fritto.









L'invitante crudo di pesce: scampi nostrani, gamberi rosa, carpaccio di ricciola, triglia e tartare di palamita condita con concassé di pomodoro fresco, olio, sale, pepe e salsa di soia.



Una vera coccola di ispirazione orientale, la ciotola con acqua tiepida, fiori di ciclamino e fettine di limone per sciacquarsi le mani.





Ultimo antipasto, la triglia nostrana ripiena, sfilettata e spinata, farcita con porri saltati in padella, pinoli tostati e maggiorana, cotta al forno e servita su crema calda di patate profumata al pepe di Sechuan, con olive taggiasche e cubetti di pomodoro secco.

Primi piatti





Ricchi e profumati, i paccheri di Gragnano con gamberi nostrani di Imperia e uova di aragosta.





Ravioli ripieni di ricotta e carciofi con sugo di gallinella.

Secondi piatti





Fragrante fritto misto di triglie, naselli, gamberi e totani. Davvero molto godibile!



Il nostro futuro Branzino al forno in cucina prima di essere pulito con l'estrazione della sua bottarga.





... Ed eccolo nel piatto: trancio di Branzino al forno con patate, olive taggiasche e carciofi; ottime le sue carni, sode e saporite.

Dessert



Il Moscato Passito di Pantelleria Liquoroso DOC VLQPRD Yanir 2006, imbottigliato a Sciacca (AG) dalle palermitane Aziende Vinicole Miceli, accompagnerà i dessert con il suo naso intenso e il caratteristico sapore dolce e aromatico.









Timi e Flora l'hanno chiamato Dolce Sogno: è l'assaggio di tutti i golosi dessert.
La torta alle pere con il gelato al fior di latte, la terrina di melanzane con cioccolato e pandispagna (rivisitazione di una ricetta tipica meridionale), il semifreddo ai fichi, con noci e miele, il soufflé al cioccolato, con l'interno caldo e morbido, guarnito con crema inglese.



Per finire in bellezza, la piccola pasticceria, servita assieme al caffé, comprende meringhette, kikingeri ricoperti di cioccolato, biscottini al cioccolato e baci di dama.



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